Assenze – Era tanto tempo fa e non è vero

di Romina Alfieri

Pubblicato il 2 marzo 2016
PRESENTAZIONE La notte del 26 aprile 1986 alle ore 1:23 e 45 secondi, il reattore n. 4 della centrale Vladimir Ilych Lenin di Černobyl’ esplode durante un test sulla sicurezza liberando nell’aria tonnellate di materiali radioattivi. 31 persone muoiono immediatamente, centinaia sono i ricoverati, 135.000 gli evacuati. Nei giorni successivi centinaia di uomini, detti “Liquidatori”, consapevoli di andar incontro a morte certa, lavorano giorno e notte per estinguere l’incendio che sarà domato solamente il 9 maggio. Dal pomeriggio del 27 aprile 1986, che diverrà “Giornata delle Memoria per Černobyl’”, le città maggiormente esposte alla nube tossica radioattiva (prima tra tutte Prypiat) vengono evacuate senza che ci sia però nessuna spiegazione sulla gravità dell’incidente né circa le misure da adottare per difendersi dalla contaminazione. LO SPETTACOLO Intende indagare la figura dei Samopselentsy, “coloni che praticano autoconsumo”, più noti semplicemente come Samosely, residenti illegali della Zona di Esclusione. Nonostante i divieti coltivano e si cibano dei prodotti della terra, allevano animali e si scaldano bruciando la legna contaminata che trovano nel bosco. Cosa li spinge a tanto? I protagonisti di Assenze sono una coppia di coniugi tornati di nascosto nella loro abitazione in seguito allʼevacuazione. Il marito, ex-liquidatore ora gravemente malato, è profondamente religioso e crede nelle sacre scritture. LʼApocalisse è finalmente giunta, solo coloro che resteranno con Dio durante i giorni della sofferenza avranno la salvezza eterna. La moglie, forse meno religiosa, è invece teneramente legata alla propria terra, al ricordo di una vita che non cʼè più. I due si amano da quando erano poco più che ragazzini, lʼincidente alla centrale ha distrutto per sempre le loro esistenze. Nulla sarà più come prima.

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